TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE DALL’INTERPORTO DI CERVIGNANO

Si è discusso molto sull’idea di usufruire dell’Interporto di Cervignano per il trasporto delle merci pericolose, specie dopo la presentazione di una interrogazione in Consiglio regionale da parte dei consiglieri D.S. Travanut e Matassi. Sul merito del problema interviene anche il Presidente dell’Interporto Alpe Adria di Cervignano Angelo Sandri.

= Le dichiarazioni rese alla stampa da parte del Sindaco di Cervignano Mauro Travanut ed anche l’interrogazione dei consiglieri regionali Matassi e Travanut presentata al Presidente della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia vanno giustamente – a mio avviso – nella direzione di una salvaguardia del livello massimo in ordine alle problematiche della sicurezza e per l’ambiente.

Sono aspetti che ovviamente stanno a cuore a tutti e prima di procedere – sotto il profilo operativo – è necessario sviscerare con cura tutti gli aspetti del problema.

Quello che invece mi stupisce è che ci si è già sbilanciati in una sorta di sentenza di condanna, prima ancora di avere a disposizione tutte le necessarie informazioni. Nemmeno noi, come dirigenza dell’Interporto, riteniamo ancora di averle nella loro completezza, tant’è vero che l’incontro promosso martedì scorso presso l’Associazione degli Industriali di Udine, era di carattere preliminare: una sorta di incontro ricognitivo per valutare la situazione esistente e verificare le procedure per l’ottenimento delle varie autorizzazioni necessarie.

In seguito si renderà necessaria anche una valutazione nel merito di questa iniziativa: stante che questo tipo di ipotesi sia possibile, dovremo valutare i costi da sostenere per afr in modo che il tutto sia a norma e senza alcun rischio, né per le persone, né per l’ambiente e valutare poi anche il ritorno di tipo economico eventualmente derivante da questa attività .

A prescindere però dalle valutazioni finali in ordine a questo problema, riterrei errato provocare allarmismi inutili e controproducenti.

E’ vero che talune categorie merceologiche vengono classificate come “merci pericolose” , ma va anche precisato che il trasporto di tali sostanze viene fatto in modo tale da evitare ogni tipo di rischio per chi le maneggia e per l’ambiente circostante.

Va inoltre detto che le cosiddette merci pericolose – di giorno o di notte, via camion ma anche attraverso la linea ferroviaria – stanno già tuttora transitando per il territorio della nostra regione. E’ quindi indispensabile avere un luogo a orma, almeno uno in tutto il territorio regionale, autorizzato ad essere punto di contatto con la rete ferroviaria. Possiamo individuarlo sul Carso oppure a Tolmezzo piuttosto che a Cervignano, ma non è pensabile che non vi sia in Regione un luogo deputato a questo scopo e che le aziende del settore non sappiano come farsi arrivare o come spedire merci classificate pericolose ma di cui non se ne può fare a meno.

A questo punto continuo a ritenere che proporre l’Interporto di Cervignano per questa incombenza rimanga un’idea intelligente in primis per gli ampi spazi già a disposizione e che permettono la creazione di un settore a sé stante idoneo allo scopo; in secundis perché essendo l’interporto di Cervignano in fase di costruzione è possibile inserire – durante la realizzazione del terzo lotto dei lavori – eventuali accorgimenti o nuove strutture che possano permettere di limitare ancor di più eventuali rischi e dotare il tutto delle più opportune garanzie di sicurezza.

In ogni caso ribadisco che non si tratta di trasportare materiale esplosivo pronto ad essere utilizzato oppure sostanze tossiche o infettanti con il rischio di contaminazioni: al che ritengo che saremo i primi ad opporci. Si tartta invece di materiali per il trasporto dei quali sono deputate aziende specializzate che hanno già dato ampia prova di professionalità e di competenza.

Va sottolineato inoltre che si tratterebbe solo di merce in transito: non è prevista alcuna forma di magazzinaggio o di sosta che superi il tempo strettamente necessario alla spedizione. La merce pericolosa infatti arriverebbe in interporto e verrebbe immediatamente caricata sui carri ferroviari a ciò deputati nel più breve tempo possibile.

Un’ultima considerazione riguarda le aziende che operano nel settore e che hanno anche loro numerosi dipendenti in attività. Anche in questo caso dovremo porci il problema della tutela del loro posto di lavoro, fatte salve ovviamente tutte le garanzie ambientali e di sicurezza di cui abbiamo finora parlato.

Intendo dire che se ad un’azienda del settore venisse vietato di ricevere le materie prime indispensabili alla sua attività o di poter spedire i materiali da confezionati, sarebbe difficile poter salvaguardare il posto di lavoro di chi opera in tale azienda.

Fatte tutte queste considerazioni ed approfonditi tutti gli aspetti del problema, potremo per così dire tirare le somme e verificare la fattibilità di questo che è e rimane per ora un progetto. Ma prima di esprimere un giudizio definitivo – pro o contro che sia – riterrei indispensabile avere in mano tutti gli elementi di giudizio.